Tra tutte le cose da gestire in casa, i vestiti sono probabilmente i più fastidiosi.
Perché non finiscono mai.
Anche quando hai appena finito di lavare, stendere, piegare e sistemare… ce ne sono già altri sporchi da qualche parte.
È un ciclo continuo, e se non hai uno spazio dedicato, finisce per invadere ogni stanza.


Chi ha una lavanderia vera lo sa: cambia tutto.
Se hai una stanza anche piccola, ma chiudibile, dove puoi accumulare, stendere, piegare e magari anche stirare, il problema si ridimensiona. Non ti ritrovi con lo stendino piantato in salotto, con i fili da una parete all’altra, con i vestiti buttati sui termosifoni.
Puoi chiudere la porta. Puoi dimenticartene per qualche ora.
Ma la lavanderia da sola non risolve tutto.
Se manca l’asciugatrice, resta comunque il problema dell’umidità.
E se c’è l’asciugatrice, allora sì — sei a un altro livello. I panni si asciugano in poco tempo, l’umidità non si diffonde in casa, e i termosifoni tornano liberi.

Io non ho mai avuto una lavanderia vera.
Solo uno stanzino in cui a malapena entrava la lavatrice. Niente spazio per stendere, per piegare, per accumulare.
Risultato: lo stendino in mezzo alla stanza. I vestiti sparsi. Le mollette sul tavolo. I calzini appoggiati ovunque, in cerca di calore.
Chi vive in case piccole, senza uno spazio dedicato, deve fare i conti con l’umidità che si diffonde, i tempi più lunghi, l’ingombro visivo e fisico dei panni ovunque.
Non è solo una questione estetica. È fatica mentale, è disagio quotidiano.
E allora ci si arrangia.
Si stringono i tempi. Si stende di notte. Si spostano gli stendini quando arrivano ospiti.
Si fanno le lavatrici calcolando il meteo.
Non c’è una soluzione universale.
Ma forse si può iniziare a parlarne senza vergogna, senza far finta che tutto debba sempre sembrare perfetto.
I vestiti non finiscono mai, è vero.
Ma trovare un modo per renderli meno invadenti — anche solo per un giorno — è già qualcosa.
